Biografie

Pia Donata Berlucchi

LA LADY DEL VINO.

Imprenditrice brillante, punto di riferimento di una famiglia storica, appassionata donna del vino, interprete ideale di una cultura e del suo territorio

Borgonato di Cortefranca, paese nel territorio della Franciacorta, zona conosciuta ormai in tutto il mondo, un glicine che si inerpica sulla facciata di una casa padronale, botti di rovere che emanano il profumo di vino, i colori intensi di una terra magica: è questo il regno della signora del Vino per eccellenza.

Pia Donata Berlucchi, un’imprenditrice di successo che ha dalla sua parte anni di esperienza, l’amore per la famiglia, la passione per il lavoro, la grinta e il polso di una “lady di ferro” che si accompagnano con il savoir faire di una vera nobildonna d’altri tempi.
Tutte caratteristiche che compongono il profilo sfaccettato ed estremamente affascinante di una delle donne di maggiore rilievo del panorama imprenditoriale italiano.

Molti sono gli impegni della “Signora del Vino”: in primis certamente è il ruolo che riveste ormai da anni in qualità di Amministratore Delegato dell’Azienda Agricola Fratelli Berlucchi. Il più importante, poiché è quello che comporta i maggiori impegni e le più grandi responsabilità, ormai quotidiane dal 1977, ma anche perché alimenta nel profondo il legame del lavoro con la famiglia.
L’azienda Agricola Fratelli Berlucchi è un simbolo storico di Franciacorta, una realtà imprenditoriale precisa, dalle tradizioni radicate nella produzione di un vino che la contraddistingue. Pia Donata Berlucchi fa di questo nome, altisonante quanto lo sono quelli delle grandi famiglie, un vero punto d’onore, perché è quello, prima che dell’Azienda, del “clan”, dei suoi fratelli che con lei condividono l’attività - Roberto, Francesco, Marcello, Gabriella – dei loro figli, ma soprattutto il suo.

Per l’azienda di famiglia si occupa direttamente delle relazioni con i clienti, con i distributori, con gli agenti (per i quali, nelle riunioni annuali, riveste il ruolo di vero motivatore e personal trainer), di chi si occupa concretamente del vino, dall’enologo ai vendemmiatori.
E pur con una vita densissima di impegni ha una mente sempre in ebollizione, affamata di idee, curiosa di novità, come l’entrata in partnership con una specialista di estetica, fornendo le vinacce per una linea di cosmetici, aprendo anche in Franciacorta la strada per quella che oggi è ormai la diffusa e apprezzatissima “vinoterapia”.

E’ una “pasionaria”, la signora Berlucchi, che si dedica corpo ed anima agli obiettivi che intende raggiungere, che sposa le cause con tutta se stessa. Ed è esattamente con questo grandissimo entusiasmo e con profondissimo impegno che ha affrontato il prestigioso ruolo ricoperto dal 2003 al 2009: Presidente dell’Associazione Nazionale Donne Del Vino e, come nel suo stile, non ha mai perso tempo raggiungendo gli obbiettivi preposti tramite programmi, eventi ed incontri.

Non solo vino si potrebbe dire. Pia Donata Berlucchi è un’imprenditrice romantica sì ma con i piedi ben piantati a terra che sa farsi valere anche in un mondo tipicamente maschile, come quello della Banca d’Italia: è stata infatti la prima donna in assoluto a sedere nel consiglio della filiale bresciana della banca centrale. Questo ruolo da protagonista nel teatro dell’economia le fa onore e la rende simbolo di una nuova rilevante posizione delle donne nella società e nell’economia moderna, valori di cui da tempo si fa portavoce e, contemporaneamente, esempio.

Crede moltissimo in ciò che fa, Pia Donata Berlucchi, ed è questa forse la sua principale ed innata dote: un ottimismo che si sposa con una forte caparbietà e una volontà tenace, nessun obiettivo è irraggiungibile anzi, le difficoltà rendono ancor più interessanti le sfide.

Predominante è sempre e comunque la famiglia, da cui ha saputo trarre i giusti insegnamenti per essere la persona che è: volontà e determinazione le derivano, come lei stessa tiene a sottolineare, da sua madre che ha dovuto affrontare suo malgrado situazioni pesanti e che ha trasmesso ai suoi figli il coraggio di avere fiducia in se stessi e di raggiungere traguardi importanti, oltre le difficoltà o le prove che il destino non risparmia a nessuno.

E’ sicuramente limitativo definire Pia Donata Berlucchi una “donna manager”: un appellativo che spesso banalmente si attribuisce a donne che sacrificano la propria esistenza, soprattutto la sfera personale, per la carriera.
La Signora del Vino è un’amante della vita, una donna che la respira a pieni polmoni, che ama la famiglia, il lavoro, la musica, la montagna, la lettura, il teatro, l’arte, la terra, il mare, la cucina, la sua casa, i suoi fiori e sa trarre, da queste passioni, la linfa che la porta ad essere un punto di riferimento per chi le è accanto.

Pia Donata Berlucchi

1977 Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’Azienda Agricola Fratelli Berlucchi
1988 Responsabile per la Lombardia dell’Associazione Nazionale Donne Del Vino
2002 Consigliere della filiale di Brescia della Banca d’Italia
2003-2009 Presidente dell’Associazione Nazionale Donne del Vino
2010 Consigliere Nazionale O.N.A.V.

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Tilli Rizzo

Tilli Rizzo Berlucchi

Manager vincente, bella, sportiva, dolcissima, originale, sofisticata, impulsiva, ma con un cuore così. E’ così che appare Tilli Rizzo Berlucchi agli occhi di chi la conosce e agli occhi del suo fedele addetto stampa. Frizzante? Bé assolutamente scontato, il suo Franciacorta eccellente lo prova ogni vendemmia.
L’azienda di famiglia, Fratelli Berlucchi, produce Franciacorta da mezzo secolo e lei è responsabile commerciale estero oltre che curare la comunicazione e il marketing.
Insieme a lei, conduce l’azienda la madre, Pia Donata Berlucchi, amministratore delegato, anima storica della Fratelli Berlucchi, nonché per due mandati di seguito ultima amatissima presidente dell’Associazione Nazionale Donne del Vino.
Da lei Tilli ha preso la verve, volitiva e prorompente. Dalla madre naturalmente è arrivata anche la voglia di confrontarsi, di mettersi in discussione sempre, con la modestia e la forza che appartiene solo a casati di questo genere. Scontro generazionale? Si dice così, ma alla Fratelli Berlucchi si chiama lavoro.
Con una passione unica – e per fare il vino, si sa, non può mancare – Tilli porta il nome dell’azienda di famiglia in giro per il mondo, facendo conoscere quel meraviglioso fazzoletto di terra che è la Franciacorta. Ma allo stesso tempo tiene costanti i contatti con il mondo della comunicazione, irrinunciabile strumento, in continuo fermento.
Ecco che grazie ad una sua idea, affiancata da consulenti professionisti, il 2010 di Fratelli Berlucchi si è aperto con una voglia di rinnovamento globale che vediamo nel nuovo e accattivante portale www.fratelliberlucchi.it , nella modulistica, nelle immagini, nelle caratteristiche dello stand all’ultimo Vinitaly.
Tutti segnali racchiusi nel nuovo progetto di comunicazione, dove l’emozione è al centro dell’immagine rinnovata dell’azienda. E da un’amicizia sincera, tra Tilli e il maestro chef Fulvio Pierangelini nasce un nome importante dell’iniziativa, ormai riconosciuto e riconoscibile, “Portate il Cuore”.
Il nome del progetto, sposato immediatamente da Tilli proprio perché rispecchia il suo modo personalissimo e provocatorio di degustare un vino, racchiude l’invito alla passione e alla libertà di emozionarsi attraverso stimoli multisensoriali studiati e abbinati distintamente ai quattro storici Millesimati dell’azienda, Brut, Satèn, Pas Dosé, Rosé; gli abbinamenti, volutamente orfani di una guida esperta alla degustazione, non avranno più – solo – a che fare con il palato, ma con la vista, l’olfatto, l’udito.
Le serate-evento programmate finora sono state in Sicilia, in Friuli, in Puglia, in Calabria e prossimamente a Roma ed a Milano. Di volta in volta con un leit motiv differente gli incontri avranno luogo nelle più belle location nazionali per avvolgere e coinvolgere gli ospiti in una libera e personalissima interpretazione del Franciacorta.
Tilli Rizzo Berlucchi è un’apprezzata giocatrice di golf, oltre ad unire l’amore per il proprio lavoro a quello dei viaggi. Sua inseparabile compagna, un bassotto tedesco a pelo duro, Pupa, snob e pazzerella come la sua padrona, amabilissima e generosa, proprio come il vino che profuma le cantine di Borgonato.

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